About me

Marcella si occupa della diffusione e della conoscenza della danza classica indiana stile Bharata Natyam in ambito tradizionale e contemporaneo, attraverso l’insegnamento e la performance. Ha avuto la fortuna fin da giovanissima di studiare in Italia e in India con i grandi esponenti di questa danza fra cui Maresa Moglia, Krishaveni Lakshaman, Stella Uppal, Pushpa Shankar.

Ha arricchito e trasformato la pratica di questa danza a livello professionale con lo studio della danza contemporanea ed in particolar modo della Composizione Istantanea e del Contact Improvisation, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, lavorando estensivamente con la musica occidentale contemporanea.

E’ la prima studentessa della London Contemporary Dance School (UK) a ricevere un diploma di laurea BA(Hons) in Danza Contemporanea con specializzazione in Danza Indiana.
Ha danzato e collaborato creativamente con molteplici compagnie di danza e di teatro a livello internazionale fra cui Mangalam (IT), Sankalpam (UK), Muuval (MEX), Compagnia Giardino Chiuso (IT), AresTeatro (IT).

Nel 2010 fonda Spazio Sinfisi Danza, continuando a portare avanti indipendentemente un personale percorso di ricerca inter-culturale e inter-disciplinare che ha come centro focale la pratica della danza, il linguaggio del corpo danzante. Destreggiandosi fra la Danza Indiana e l’Improvvisazione, tra la codificazione tecnica e la pratica di essere reattivi ed attivi nel momento presente, è alla ricerca di un proprio linguaggio contemporaneo che renda viva l’esperienza tradizionale della danza Indiana.

Collabora attivamente con artisti, musicisti, coreografi. E’ costantemente alla ricerca di nuovi incontri artistici, nuove condivisioni, superando le frontiere delle singole discipline artistiche ed aprendosi alle più svariate possibilità di comunicazione e di ricerca.
Insegna danza (sia Bharata Natyam sia Danza Contemporanea e Contact Improvisation) in classi settimanali e in laboratori intensivi in tutta Italia.
Organizza le Jam di Contact Improvisation nella provincia di Siena.

PENSIERO ED ARTE

East meets west \\ past meets present

Il compito del danzatore contemporaneo presuppone un complesso studio del movimento, un’indagine costante sul proprio corpo, possibile tramite la pratica dell’improvvisazione. Un’esplorazione del movimento a 360° che guarda alle possibilità kinestetiche ma anche al comportamento umano. La ricerca avviene in questo modo partendo dall’interno di sé e riverberando all’esterno, nel corpo e nelle sue emozioni.

La pratica della danza vissuto come yoga, ossia strumento di conoscenza.

È nella visione del corpo come un entità unica corpo-mente che danza, che arriva agli altri, che non può esistere al di fuori delle interconnessioni con gli altri e col suo ambiente; è con questa visione che l’est e l’ovest trovano terreno comune. Un terreno dove un corpo danzante racconta storie, con gestualità sia estranee a noi, sia consuete.

Racconti con una inizio ed una fine.

Racconti estemporanei.

Leggende di Dei dell’antichità.

Racconti di quotidiana bellezza. Bellezze inconsuete.

Ognuno di questi racconti legato dall’urgenza della poesia, nel senso più stretto del termine, cioè quello di comporre, con metodo, concentrazione, e totale dedizione. Per donare agli altri qualcosa di prezioso.

Ogni popolo si porta dietro le sue storie. Lo stesso succede con ogni persona.

Ci sono storie in cui si trascende il tempo e si accede a uno spazio comune di esperienza. Un ‘altro’ luogo.

Nella tradizione Indiana parliamo di Rasa (gusto, essenza, sapore) ; creare rasa, può essere l’obiettivo dell’arte, di sollevare e trasportare colui che guarda in questo spazio parallelo, dove arrivano e sono possibili suoni mai ascoltati, parole mai sentite, colori mai visti prima.

la pratica del corpo danzante

Con la pratica della danza…

… educhiamo noi stessi e nostri corpi.

… educhiamo noi stessi come spettatori della danza e ascoltatori della musica,.

… educhiamo noi stessi a stare con gli altri, a stare nel mondo, nella natura e percepirne la preziosità, la bellezza.

La pratica della danza ci permette di affinare dei sensi che permette di percepire in maniera più sottile ogni sfumatura di esperienza – il tatto come un corpo espanso che arriva a toccare gli altri, l’udito che scompone ogni suono per far vibrare cosa c’è di più profondo, la vista che permette di leggere storie, emozioni, segni attraverso ogni gesto, ogni colore richiamando alla proprie memorie, al proprio vissuto.